Capire la litografia, l'incisione, la serigrafia e le stampe

Che cos'è una stampa? Come distinguere una litografia originale da un'incisione o da una serigrafia? Che cos'è una puntasecca o una prova d'artista? Come vengono realizzate queste tecniche e che cosa le rende uniche?

Sono tutte domande legittime che ogni appassionato o curioso può porsi di fronte alla ricchezza e alla varietà delle tecniche di stampa e di arte grafica. In questo spazio Le proponiamo di esplorare questi metodi, di comprenderne le specificità e di rispondere ai Suoi interrogativi in modo chiaro, dettagliato e, per quanto possibile, illustrato.

Che Lei sia collezionista o semplicemente appassionato di tecniche artistiche, scopra i segreti di questi affascinanti procedimenti

La stampa: una tecnica senza tempo

In origine, il termine stampa designa un'immagine ottenuta dalla stampa di una matrice incisa, che si tratti di legno (come nella xilografia), di metallo o di pietra litografica. Questa definizione tradizionale, descritta da Boutard nel 1826 come «la specie di quadro che si ottiene mediante l'incisione a taglio dolce», si è progressivamente ampliata con la comparsa di nuove tecniche come la litografia, la serigrafia e, più di recente, la stampa digitale. Oggi il termine comprende procedimenti diversi, tra cui monotipi, stencil o stampe realizzate a partire da lastre di vetro o da pellicole opache incise a mano, come quelle utilizzate da artisti quali Corot. Questa evoluzione si allontana dall'idea iniziale di un'impronta ottenuta grazie a un rilievo e ridefinisce la stampa come una categoria di stampa in cui l'elemento stampante è stato preparato artigianalmente.

La nozione di stampa originale introduce una distinzione importante: una stampa è definita originale quando la matrice — che si tratti di una tavola di legno, di una lastra di metallo o di una pietra litografica — è stata ideata e realizzata manualmente dall'artista stesso. Al contrario, se la matrice è stata preparata da un tecnico a partire da un'opera preesistente, si tratta di una stampa di traduzione. Questa distinzione, a volte sottile, ha richiesto chiarimenti di natura legale. Così, un testo di legge del 1967, riprendendo una definizione del Comité de la gravure française del 1936, stabilisce che solo le prove tirate manualmente dall'artista, senza ricorso a procedimenti meccanici o fotomeccanici, possono essere considerate incisioni, stampe o litografie originali.

Tuttavia, il confine tra stampa originale e stampa di traduzione resta talvolta sfumato, in particolare sul piano qualitativo. Storicamente, numerosi artisti hanno utilizzato l'incisione per diffondere l'opera dei loro contemporanei, contribuendo così alla loro fama. Nel XX secolo, figure come Cécile Reims hanno perpetuato brillantemente questa tradizione collaborando con artisti per interpretare le loro creazioni attraverso l'incisione. La stampa, in tutta la sua varietà, resta un'arte a pieno titolo, che unisce padronanza tecnica ed espressione artistica, e svolge un ruolo centrale nella diffusione delle opere d'arte garantendone al tempo stesso l'accessibilità e la durata nel tempo.

La litografia originale

Inventata nel 1796 da Aloys Senefelder in Germania, la litografia, il cui nome deriva dalle parole greche lithos (pietra) e graphein (scrivere), è una tecnica di stampa planografica rivoluzionaria per la sua epoca. Consente di riprodurre in più esemplari, con una fedeltà notevole, un disegno realizzato su una pietra calcarea. A differenza dell'incisione, in cui la stampa si basa su un rilievo o su un incavo, la litografia si basa sulla relazione chimica tra acqua e grasso. Una pietra calcarea, scelta per la sua porosità, viene preparata secondo ricette proprie di ogni litografo, spesso tenute segrete. Una volta pronta la superficie, il tratto viene eseguito direttamente sulla pietra con matite litografiche, penne o pennelli imbevuti di inchiostro grasso. Tecniche diverse, come la raschiatura, l'acquerellatura (lavis) o ancora il riporto mediante un lucido o una carta da trasferimento, permettono di arricchire gli effetti e le texture del disegno.

Una volta terminato il disegno, la pietra viene inumidita in modo che le parti porose trattengano l'acqua. L'inchiostro grasso viene poi applicato con un rullo (oggi in gomma, un tempo in cuoio, quest'ultimo più difficile da pulire). Questo inchiostro, idrofobo, aderisce soltanto alle zone grasse del disegno e viene respinto dall'umidità delle parti non disegnate. Quando l'inchiostro è distribuito in modo uniforme, un foglio di carta viene posato sulla pietra e fatto passare sotto un torchio litografico. Questo procedimento è al tempo stesso preciso e artigianale, poiché ogni fase richiede l'occhio e la mano esperta del litografo.

Per le litografie a colori, il processo diventa ancora più complesso. Ogni colore richiede una pietra distinta, sulla quale l'artista deve ridisegnare il proprio motivo tenendo conto delle sovrapposizioni di tinte e delle variazioni dimensionali della carta, causate dall'umidificazione. Ciò richiede una registrazione perfetta per allineare le stampe successive. Le tinte più chiare sono generalmente stampate per prime, seguite dai colori intermedi, fino al più scuro, spesso il nero. Una variante consiste nell'utilizzare una sola pietra, che viene preparata nuovamente per ogni colore, ridisegnando il motivo sull'immagine residua lasciata dalla stampa precedente. Tuttavia, questo metodo impedisce di realizzare ristampe, poiché la pietra viene modificata a ogni fase. Queste difficoltà sono state in parte superate con l'invenzione della cromolitografia, che semplifica il processo di registrazione ed elimina l'umidificazione della carta, consentendo al tempo stesso stampe policrome più affidabili.

La litografia è inoltre riconosciuta come la madre delle tecniche moderne di stampa. Ha dato origine all'offset, un procedimento che riprende il principio planografico sostituendo la pietra con lastre flessibili in alluminio o poliestere, adatte alle rotative. L'offset, pur derivando dalla litografia, se ne distingue per il carattere industriale e l'elevata resa.

La litografia artigianale resta molto apprezzata nella produzione di opere d'arte, in particolare grazie alla sua capacità di cogliere le sfumature e le texture delle creazioni originali. Gli artisti apprezzano soprattutto la libertà offerta da questo procedimento, che consente tratti spontanei e rese sottili, impossibili da ottenere con le tecniche industriali.

Oggi la litografia viene utilizzata per creare stampe d'arte in serie limitate, spesso numerate e firmate, che ne rafforzano il carattere esclusivo e il valore sul mercato dell'arte. L'intensità dei colori, la ricchezza delle texture e la finezza dei dettagli ne fanno una tecnica privilegiata per la riproduzione di opere d'arte. Continua a essere insegnata nelle scuole d'arte e praticata da laboratori specializzati, tramandando un sapere artigianale che ha segnato la storia della stampa e dell'arte grafica.

Scopra qui di seguito un reportage su Mario Ferrerri, litografo a Fréjus.


L'incisione (puntasecca)

L'incisione a puntasecca è una tecnica artistica delicata e spontanea, apprezzata per la sua capacità di produrre opere di grande espressività. Si basa sull'uso di uno strumento appuntito, spesso in acciaio o in diamante, che permette di incidere direttamente una lastra di metallo, di plexiglas o di plastica. Lo strumento, maneggiato con la precisione di una matita, sposta il materiale senza asportarlo, formando dei solchi bordati da "barbe" metalliche. Queste barbe, paragonabili a minuscole onde di metallo frastagliate, conferiscono una texture unica alle stampe. L'artista può scegliere di conservarle per arricchire le stampe, catturando l'inchiostro dei bordi oltre a quello dei solchi, oppure di rimuoverle con cura per ottenere tratti più netti e regolari. La lastra, tradizionalmente in rame o in zinco, ma talvolta in materiali moderni come il plexiglas, deve essere protetta dall'ossidazione con un sottile strato d'olio, che garantisce la durata dell'opera.

Questa tecnica si esegue a mano libera, talvolta con un appoggiamano o su cavalletto, offrendo all'artista una totale libertà di gesto. Ogni fase, dal tracciato alla stampa, richiede una grande maestria, poiché le linee incise sono irreversibili, il che rafforza il carattere spontaneo e istintivo dell'incisione. Durante la stampa, l'inchiostro si accumula nei solchi e, se le barbe sono state conservate, produce un effetto vellutato e ricco, impossibile da ottenere con altre tecniche. Ogni tiratura risulta così leggermente unica, a testimonianza del carattere artigianale e artistico del processo.

L'incisione a puntasecca incarna la tradizione dell'incisione d'artista, in cui il gesto diretto e istintivo dell'artista si riflette in ogni tratto inciso. È apprezzata per la finezza e la sensibilità che apporta, permettendo al tempo stesso di esplorare materiali moderni e approcci innovativi, perpetuando così questo metodo nell'arte contemporanea.

Scopra qui di seguito un video di Claude WEISBUCH mentre realizza una puntasecca


Claude Weisbuch, L'Estampe di lestampe

La serigrafia

La serigrafia, talvolta chiamata stampa a stencil, è una tecnica di stampa versatile e duratura che affonda le sue radici nelle pratiche artigianali dell'antica Asia, in particolare in Cina e in Giappone, dove gli stencil venivano utilizzati per decorare tessuti e carte. Introdotta in Europa nel XVIII secolo, ha guadagnato popolarità con l'invenzione dei telai di seta tesa e si è evoluta fino a diventare, nel XX secolo, un metodo imprescindibile nell'arte contemporanea e nelle applicazioni industriali. All'origine del suo nome, la parola latina sericum (seta) richiama il materiale utilizzato per realizzare i primi schermi, anche se oggi questi sono realizzati principalmente in poliestere o in nylon per ragioni di robustezza e maneggevolezza.

Il principio della serigrafia si basa sull'utilizzo di uno schermo teso su un telaio e ricoperto da un'emulsione fotosensibile. Dopo essere stata esposta a una fonte luminosa attraverso un motivo o un'immagine, l'emulsione si indurisce nelle zone esposte, creando una barriera impermeabile. Le zone non esposte, che restano solubili, vengono poi risciacquate con acqua, formando così delle aperture attraverso le quali potrà passare l'inchiostro. Lo schermo viene quindi posizionato sopra il supporto da stampare, che si tratti di carta, tessuto, legno, metallo, vetro o persino ceramica. Con l'aiuto di una racla, l'inchiostro viene applicato sullo schermo e spinto attraverso le zone aperte, creando una riproduzione fedele del motivo sul supporto.

Ogni colore di un disegno richiede uno schermo distinto, il che significa che il processo deve essere ripetuto tante volte quanti sono i colori presenti nell'opera. Questa fase, chiamata "registro", richiede una precisione estrema per allineare correttamente gli strati successivi di inchiostro. Anche l'ordine di stampa è fondamentale: i colori chiari vengono in genere applicati per primi per evitare di contaminare le tonalità più scure. Questo processo permette di ottenere stampe dai colori brillanti, densi e coprenti, anche su supporti scuri o dalla superficie texturizzata. La serigrafia si adatta particolarmente a finiture diverse, dall'opaco al lucido, passando per inchiostri metallici, fluorescenti, fosforescenti o persino termosensibili, offrendo una libertà creativa quasi illimitata.

Come tecnica artistica, la serigrafia ha conosciuto un notevole sviluppo negli anni Sessanta, grazie in particolare al movimento della pop art. Artisti come Andy Warhol e Roy Lichtenstein hanno sfruttato questo metodo per le sue qualità di riproduzione in serie e per la sua capacità di produrre opere colorate e grafiche. Warhol, ad esempio, ha utilizzato la serigrafia per creare alcune delle sue opere più emblematiche, come i ritratti di Marilyn Monroe, giocando sulla ripetizione e sulla variazione dei colori. A differenza dei procedimenti puramente meccanici, la serigrafia offre agli artisti la possibilità di intervenire direttamente sul processo, modificando gli strati o aggiungendo dettagli a mano, rendendo ogni tiratura potenzialmente unica.

Nell'industria, la serigrafia si è affermata come metodo di stampa imprescindibile per applicazioni molto diverse: tessuti, manifesti, insegne pubblicitarie, imballaggi e persino circuiti stampati. La sua capacità di stampare su superfici irregolari e di produrre stampe resistenti alle intemperie e all'usura ne fa una scelta privilegiata per i prodotti destinati a durare. Pur essendo particolarmente adatta alle grandi tirature, a causa dell'investimento iniziale necessario per preparare i telai, la serigrafia resta un'opzione valida anche per le tirature limitate, in particolare nel campo dell'arte e del design, dove è apprezzata per la qualità visiva e tattile delle stampe.

Le innovazioni tecnologiche hanno trasformato anche la serigrafia, con l'introduzione di inchiostri ecologici, macchine automatizzate e tecniche di preparazione digitali che riducono i tempi di allestimento e i costi. Tuttavia, la serigrafia artigianale, realizzata in laboratori specializzati, continua a essere praticata e apprezzata per il suo carattere manuale e la sua precisione. Rimane un mezzo espressivo d'elezione per artisti e creatori, che consente di realizzare opere al tempo stesso estetiche e funzionali, in edizione limitata o in serie.

La serigrafia si distingue così per la sua versatilità e per la capacità di unire tradizione e innovazione. Che si tratti di opere d'arte uniche, oggetti decorativi o applicazioni tecniche, continua a svolgere un ruolo centrale nel mondo della stampa e dell'arte contemporanea, a testimonianza della ricchezza e dell'adattabilità di questo metodo senza tempo.

La numerazione della tiratura

Le prove di litografia: decifrare le annotazioni e il loro valore

Numerate, BAT, EA, HC, prove di stampa: tutto ciò che c'è da sapere.

Quando si realizza una litografia, possono essere prodotti diversi tipi di prove, ciascuna con una funzione e un significato particolari. Queste annotazioni suscitano spesso domande, in particolare riguardo alle prove numerate, d'artista, fuori commercio o di controllo. Ecco una guida per comprendere meglio queste diciture:

Il Bon à Tirer (BAT):

Primo esemplare realizzato, il BAT viene firmato dall'artista una volta soddisfatto del risultato finale.
Questa tiratura funge da riferimento di qualità per confrontare tutti gli altri esemplari dell'edizione.

Le prove numerate:

Ogni litografia è numerata in base al totale degli esemplari tirati; ad esempio, 15/100 indica che si tratta del 15° esemplare di una serie di 100.
Ogni stampa viene accuratamente confrontata con il BAT per garantire la coerenza e la qualità dell'insieme.

Le prove d'artista (EA):

Le prove d'artista (EA) sono esemplari riservati esclusivamente all'uso personale dell'artista. Rappresentano in genere il 10% dell'edizione totale, anche se questa percentuale può variare leggermente in base agli accordi tra l'artista e l'editore.

Queste prove recano l'annotazione EA e, pur non essendo incluse nella numerazione tradizionale dell'edizione (ad esempio: 15/100), sono identiche per qualità alle prove numerate. Ciò significa che sono state tirate con la stessa cura e confrontate con il Bon à Tirer (BAT) per garantirne la conformità.

Particolarità e valore delle prove d'artista

Le Prove d'Artista (E.A.) occupano un posto particolare nel mondo dell'arte, grazie alla loro rarità e al loro legame diretto con l'artista. Spesso conservate per uso personale, regalate a persone care o utilizzate per mostre e iniziative promozionali, queste prove incarnano un legame privilegiato con l'artista e con il suo processo creativo. La loro rarità, unita al contesto unico in cui nascono, conferisce loro un valore al tempo stesso simbolico e commerciale.

Sul mercato, le E.A. sono generalmente considerate equivalenti alle prove numerate. Alcuni collezionisti, tuttavia, attribuiscono loro un valore supplementare in ragione del loro carattere particolare e del legame diretto con l'artista. Queste prove sono spesso firmate e non è raro che presentino annotazioni speciali, che ne rafforzano la singolarità e l'interesse per gli appassionati d'arte.

Le E.A. testimoniano inoltre una tradizione editoriale che rispetta il coinvolgimento personale dell'artista nella realizzazione delle proprie opere. Ricordano l'importanza storica del controllo artistico e della cura riservata a ogni tiratura.

Per i collezionisti, acquistare una E.A. richiede un'attenzione particolare. È essenziale verificare la firma, le eventuali annotazioni e la provenienza per garantire l'autenticità e la qualità dell'opera. Queste prove uniche arricchiscono una collezione apportando una dimensione storica ed emotiva che va oltre il semplice valore materiale. Le E.A. diventano così pezzi di pregio per chi desidera avvicinarsi all'universo intimo dell'artista.

Le prove fuori commercio (H.C.):

Riservate all'incisore, allo stampatore o ai collaboratori, le H.C. non sono destinate alla vendita tradizionale.
Sono spesso utilizzate per scambi professionali o per gli archivi.

Le tirature di prova o di stato:

Queste prove vengono realizzate prima dell'approvazione del BAT (bon à tirer), consentendo all'artista e allo stampatore di regolare i colori, i contrasti o i dettagli tecnici. Queste tirature, spesso rare, possono recare l'annotazione "Épreuve d'état" oppure semplicemente "Essai".

Dopo la tiratura: distruzione delle matrici

Terminata la tiratura, le matrici (pietre litografiche o lastre) vengono levigate e trattate, cancellando così il disegno.
Questa pratica garantisce che il numero di prove resti limitato all'edizione dichiarata, assicurando così la rarità e il valore dell'opera.
Contrariamente a un'idea diffusa, le pietre possono essere riutilizzate per altri progetti, ma non conservano alcuna traccia della tiratura precedente.

Il valore di una litografia

Il valore di una litografia è determinato da diversi fattori essenziali che, insieme, ne fanno un'opera unica e molto ricercata dai collezionisti. Innanzitutto, il numero di esemplari tirati è un elemento fondamentale: più l'edizione è limitata, più l'opera diventa rara e ambita, con un conseguente aumento del suo valore. Le litografie numerate offrono trasparenza sulla tiratura, rafforzandone il prestigio e il fascino per gli appassionati d'arte.

Anche la notorietà dell'artista svolge un ruolo di primo piano. Le opere di artisti affermati o molto richiesti sul mercato, per la loro influenza artistica, il loro stile distintivo o la loro importanza storica, sono naturalmente più valorizzate. Inoltre, le litografie originali realizzate sotto la diretta supervisione dell'artista acquisiscono una dimensione ulteriore, poiché garantiscono una perfetta fedeltà alla sua intenzione artistica. Questo controllo artistico, spesso esercitato durante il processo di stampa, rafforza il valore e l'autenticità dell'opera. Questi esemplari sono considerati dei riferimenti e diventano molto ricercati dai collezionisti.

È importante distinguere una litografia originale da una litografia classica, perché questi due termini, pur essendo vicini, indicano realtà diverse nel campo dell'arte.

Una litografia originale è un'opera creata direttamente dall'artista sulla pietra o sulla lastra utilizzata per la stampa. L'artista concepisce e realizza personalmente l'intero disegno o l'intera composizione, il che conferisce all'opera un'autenticità particolare. Può essere firmata e numerata oppure no, ma la sua originalità risiede nell'intervento diretto dell'artista nel processo creativo, che rende ogni tiratura una vera opera d'arte a sé stante.

Al contrario, una litografia può indicare una tiratura realizzata a partire dalla riproduzione di un'opera esistente, spesso con mezzi meccanici o fotografici. In questo caso, l'artista non interviene direttamente nella creazione o nella realizzazione della stampa. Queste litografie, pur potendo essere di qualità ed esteticamente attraenti, non hanno lo stesso valore artistico o patrimoniale di una litografia originale.

La differenza risiede dunque nel grado di coinvolgimento dell'artista e nell'origine del disegno utilizzato per la tiratura. Una litografia originale porta in sé l'impronta diretta dell'artista, mentre una litografia classica è spesso percepita come una riproduzione artistica. Questa distinzione è essenziale per i collezionisti e gli appassionati d'arte attenti al valore e all'autenticità dei propri acquisti.

La qualità dei materiali e del processo di stampa è un altro criterio cruciale. La scelta di una carta di alta gamma, spesso riconoscibile dalla grana o dalla filigrana, e l'impiego di inchiostri di grande qualità testimoniano un'attenzione particolare ai dettagli. Una stampa eseguita con precisione e competenza esalta la brillantezza dei colori e la finezza dei tratti, aumentando così il valore percepito dell'opera.

Infine, lo stato di conservazione ha un ruolo determinante nella valorizzazione di una litografia. Un'opera ben conservata, senza pieghe, strappi o ingiallimento della carta, mantiene intatta tutta la sua brillantezza originale, il che ne fa un investimento sicuro e duraturo. Questi diversi criteri, uniti a una tracciabilità e a un'autenticità garantite, fanno di ogni litografia ben realizzata un oggetto d'arte unico, che unisce interesse estetico, valore patrimoniale e potenziale di rivalutazione sul mercato.



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